Dislessitalia nasce dall’esperienza diretta di Annalisa, madre di uno studente D.S.A.,
ma prende forma attraverso una formazione strutturata.
Dall’incontro tra esperienza familiare, pratica didattica e studio accademico è nato il Metodo Dislessitalia.
Un metodo operativo, fatto di schemi, istruzioni e procedure replicabili.
Oggi Dislessitalia è una rete nazionale che affianca famiglie, tutor e professionisti in tutta Italia.
L' idea è nata e si è concretizzata oltre 16 anni fa, riscontrando in prima persona, quelle difficoltà che può trovare un bambino dislessico, durante tutto il periodo scolastico, compresa la scuola materna.
I primi anni (da soli), abbiamo dovuto capire, innanzitutto cosa fosse davvero la dislessia, affrontare e superare tanti ostacoli che, puntualmente e costantemente, si presentavano.
A causa della disinformazione riguardo i DSA e di una formazione non adeguata della maggior parte della scuola, la nostra strada è ancora in salita.
Nonostante esista una Legge creata l’8 ottobre del 2010 n.170, sviluppata appositamente per tutelare gli studenti con D.S.A., non viene applicata o viene applicata parzialmente.
Per questo, insieme al mio staff, abbiamo creato un corso che, spiega cos'è la dislessia ed ALTRI BES, tal punto di vista clinico, legislativo e didattico e che offre a 360° un supporto concreto ed operativo per tutti coloro che, si trovano privatamente o professionalmente ad affiancare uno studente con Dsa/Bes.
Ora...grazie alla fiducia riposta da parte di tanta gente, siamo diventati una RETE in tutta Italia, di professionisti, tutor e genitori ! Siamo una grande squadra.
La dislessia NON è una patologia, quindi non può essere curata. La dislessia NON è un ritardo cognitivo. Anzi usa maggior dei DSA, ha un QI superiore alla norma!
La dislessia è una neurodiversità biologica costituzionale, come lo sono gli occhi azzurri o le lentiggini, i capelli rossi o i capelli castani, il mancinismo, etc..
Nel cervello dei dislessici vi è una diversa organizzazione delle reti neurali, è l'espressione di una piccola differenza di alcune aree del cervello che, NON impedisce di apprendere, ma lo rende più faticoso.
Il bambino che ha un disturbo specifico dell’apprendimento non va bene a scuola, ma ha un sistema sensoriale integro ed ha avuto l’opportunità di imparare. Sono soggetti intelligenti, ma a scuola se non riconosciuti, gli insegnanti pensano che abbiano lacune o che sono svogliati. In questi anni, studiando la dislessia, attraverso mio figlio, i miei studi universitari ed aiutando altri bambini, ho scoperto che la neuroscienza spiega che ci sono problemi di CONNETIVITA'. I Dsa hanno difficoltà a stabilire delle connessioni stabili tra le sinapsi e di fronte a certi stimoli, "vagano nella nebbia". Ecco perché il Dsa è sempre un pò incerto, indeciso.
Come aiutarli a scuola? Innanzitutto bisogna riconoscere i DSA e dare loro strumenti compensativi. Questi studenti sono capaci se assistiti, ciò non vuol dire che hanno bisogno necessariamente di un insegnante di sostegno, ma di un insegnante formato che comprende e trova la strada per farli apprendere.
I ragazzi dislessici hanno il diritto di studiare e di imparare attraverso il loro modo di apprendere, che non è il metodo classico che vige nelle scuole. Hanno diritto di utilizzare gli strumenti compensativi e le misure dispensative previste per legge. (Lg.170/2010).
La valutazione scolastica per i Dsa non si deve soffermare sulla forma, ma sul contenuto disciplinare. Per loro dovrebbe essere un diritto riconosciuto, invece, purtroppo bisogna fare continue battaglie.
Battaglie per un diritto di apprendere in modo diverso?