a cura di Annalisa Comandini
Perché insegnare i fonemi è fondamentale per imparare a leggere? Le evidenze dalle neuroscienze
L’insegnamento dei fonemi — ovvero i suoni delle lettere — è uno dei pilastri dell’apprendimento della lettura. Le ricerche del neuroscienziato Stanislas Dehaene mostrano come la lettura modifichi il cervello e come l’istruzione fonologica rappresenti il metodo più efficace per costruire lettori competenti ed autonomi.
Cosa sono i fonemi e perché sono importanti nella lettura?
I fonemi sono le unità sonore minime di una lingua. Associare in modo corretto grafemi (le lettere) e fonemi (i suoni) è il primo passo per decodificare qualsiasi parola scritta. Senza questa competenza, la lettura rimane lenta, poco fluida e difficoltosa.
Come il cervello impara a leggere: il contributo delle neuroscienze
Secondo Dehaene, l’insegnamento sistematico della corrispondenza grafema-fonema è ciò che attiva e trasforma il circuito corticale della lettura. Alcune aree della corteccia si specializzano nel riconoscimento delle parole, aumentando velocità di lettura e comprensione.
Perché l’insegnamento esplicito dei fonemi funziona davvero
La fonologia offre ai bambini un vantaggio decisivo: la capacità di leggere parole nuove in autonomia. Una volta comprese le principali corrispondenze tra lettere e suoni, i bambini possono decodificare parole mai incontrate prima, riducendo la dipendenza dalla memorizzazione.
La scienza della lettura oggi
Oggi disponiamo di modelli accurati che descrivono i circuiti cerebrali coinvolti nella lettura ed il modo in cui il cervello si adatta all’apprendimento. Le tecniche di neuroimaging permettono inoltre di osservare l’attivazione delle aree cerebrali durante l’insegnamento fonologico.
L’insegnamento fonologico come metodo più efficace
Le evidenze scientifiche mostrano che l’insegnamento della fonologia e della corrispondenza grafema-fonema è il metodo più solido ed efficace per imparare a leggere.
Riferimento bibliografico
Dehaene, S. (2015). Imparare a leggere. Le scienze cognitive in classe. Il Mulino.